“Artis Gratia” la mostra ospitata nel Palazzo delle Arti “Bertrani”





Artis Gratia è la Mostra che sarà ospitata dal 3 Dicembre 2017 al 28 Gennaio 2018 nella splendida cornice del Palazzo delle Arti “Beltrani”, sede della Pinacoteca “Ivo Scaringi”.
La scelta della location non è casuale, infatti, essendo Palazzo Beltrani situato nel centro storico di Trani, a pochi passi dalla magnifica Cattedrale e dal maestoso Castello Svevo, l’evento è stato ideato per testimoniare la presenza viva dell’Arte contemporanea in uno dei più qualificati contenitori culturali della splendida città pugliese.
Il visitatore sarà coinvolto in un affascinante percorso volto alla scoperta di otto Maestri italiani Contemporanei, apprezzati a livello nazionale ed internazionale:
Sandro Bini (Terni, 1947),
Tonino Caputo (Lecce, 1933),
Luca Dall’Olio (Chiari, Brescia, 1958),
Bruno Donzelli (Napoli, 1941),
Mario Ferrante (Roma, 1957),
Vittorio Petito (Napoli, 1954),
Massimo Sansavini (Forlì, 1961),
Marco Sciame (L’Aquila, 1969).
In esposizione vi saranno oltre ottanta opere uniche, tra dipinti e sculture, selezionate dal curatore Angelo Criscuoli tra i capolavori recenti di questi grandi Artisti, tutti viventi ed operanti tra la seconda metà del ‘900 ed i giorni nostri.




Artis Gratia intende evocare l’Amore autentico per l’Arte. È, infatti, il denominatore comune che caratterizza l’opera dei Maestri coinvolti, pur nella profonda ed affascinante diversità di stile, linguaggio e tecnica di ognuno di essi.
“Forse, la bellezza potrebbe anche salvare il mondo”, sostiene il curatore, ricordando l’enigmatica frase di Dostoevskij, “ma occorre educarsi ad essa, per riconoscerla ed apprezzarla”.
Cosa tutt’altro che scontata nel mondo dell’arte contemporanea, che spesso ha disorientato il grande pubblico, tra sofisticate elucubrazioni concettuali e bolle speculative.
Proprio per questo, la Mostra è stata concepita per essere fruibile non solo da esperti del settore, ma, soprattutto, da un pubblico vasto ed eterogeneo.
Gli Artisti selezionati, infatti, ricercatissimi da collezionisti, gallerie ed istituzioni museali, condividono la preferenza per linguaggi,oltre che esteticamente gradevoli, anche molto diretti e facilmente comprensibili.
Sarà agevole per ogni fruitore intuire il messaggio sotteso alle diverse forme espressive, vivendo appieno le suggestioni ed emozioni trasmesse da ogni opera esposta.
Un itinerario davvero entusiasmante. Tra i ponti rossi di New York e le composizioni informali o metafisiche di Caputo.
I paesaggi urbani di Bini, sospesi tra una resa impressionista e gli intensi colori espressionisti.
Le istantanee di vita metropolitana di Ferrante, in cui permane il dinamismo dell’attimo, magistralmente colto da materici e vibranti colpi di spatola.
Le coloratissime e divertenti citazioni di gusto Pop di Donzelli, che rivisita con squisita ironia le grandi avanguardie artistiche del ‘900, da Matisse a Picasso, da De Chirico a Schifano.
I delicati acquerelli di Petito, che sublimano il paesaggio in suggestive visioni liriche.
I paesaggi incantati di Dall’Olio, che ci invitano a sognare ad occhi aperti.
Le eleganti e raffinate sculture neo-futuriste di Sansavini, minuziosamente create con multiformi incastri di legno laccato dalla straordinaria lucentezza.
Le rigorose tessiture cromatiche di Sciame, raffiguranti immagini mentali di stampo fumettistico, spesso rese ancor più ipnotiche da magnetici sfasamenti e frammentazioni geometriche.
Tra le novità della Mostra, la presenza di opere inedite, alcune delle quali appositamente dedicate dagli autori al contesto territoriale ospitante.
Una Trani stilizzata, su un fondo dorato d’ispirazione bizantina, diventa uno dei meravigliosi Paesi Incantati di Dall’Olio.
“La Cattedrale del mare” di Trani è il soggetto di un soave acquerello di Petito. Anche il quadro “Onore e Gloria” di Sciame è un chiaro omaggio alla memoria storica di Trani, richiamando alla mente antiche chiese e cavalieri medievali. “Castel del Monte” appare, invece, in tutta la sua metafisica purezza formale, tra i soggetti scelti da Caputo.
Infine, non poteva mancare “Matera”, Capitale Europea della Cultura 2019, interpretata con lo stile inconfondibile di Bini.